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Storia

Secondo alcuni Autori, la Chiesa è stata edificata nel IX secolo, epoca a cui viene fatta risalire la lastra scolpita sulla facciata della Chiesa: il complesso odierno, pertanto, sarebbe sorto sulle vestigia di una Chiesa più antica!

La fondazione dell’Abbazia viene fatta risalire all’inizio dell’ XI secolo (Anno 1011), grazie alla munificenza della nobile famiglia Bencivenga Fonzi, signori di Acquasparta e Massa Martana. L’Abbazia, edificata sul lato sudorientale della Chiesa, sarebbe stato donato a San Romualdo, di passaggio mentre era diretto ad Orvieto. Secondo altri autori, l’Abbazia sarebbe stato eretto dallo stesso San Romualdo. Vi si stabilirono anche i frati Benedettini.

Nell’Anno 1138, l’Arcivescovo di Ravenna Gualtiero emana il diploma di concessione dell’Abbazia all’Ordine dei Camaldolesi.

Agli Anni 1160-1170 viene fatta risalire, sulla base di considerazioni di ordine stilistico e storico, la costruzione della Chiesa attuale.

Nell’Anno 1256, viene nominato Priore di S.Illuminata Benedetto Caetani, futuro “Papa Bonifacio VIII” (!), reso celebre dai versi di Dante ed in quanto istitutore del Giubileo.

Il Complesso di S.Illuminata si sviluppa intorno a una corte rettangolare, il cui lato nord-ovest è occupato dalla Chiesa.

La Chiesa di S. Illuminata, diversamente dalle altre Chiese orientate con la facciata verso sud e l’abside verso nord, ha la peculiarità di essere orientata con la facciata verso est e l’abside verso ovest. Non si conosce il motivo di questa peculiarità: alcuni autori ritengono che sia da porsi in relazione alla tradizione religiosa di Assisi (Assisi in latino corrisponde a “Oriens”); altri ipotizzano che tale orientamento della Chiesa sia da porsi in relazione alla localizzazione geografica di Gerusalemme. La Chiesa, a navata unica con abside semicircolare, è coperta da un tetto a capriate lignee e attualmente presenta un presbiterio rialzato di soli due gradini rispetto al piano della navata. In realtà, l’abside sfalsato su due piani rivela che in origine esisteva una cripta e un presbiterio fortemente rialzato.

La facciata presenta un portale centrale ad archi incassati e due arcate cieche laterali. Il portale centrale è sovrastato da una bifora e, al di sopra di questa, da una lastra scolpita: tale lastra raffigura una croce, che delinea quattro riquadri contenenti figure simboliche cristiane, risale verosimilmente al periodo altomedioevale (IX secolo).

All’interno, la parete sudorientale (parete di sinistra, guardando il presbiterio) è affrescata: gli affreschi sono attualmente ricoperti da intonaci che ne hanno consentito la conservazione, affiorando in alcuni tratti. Anche all’interno dell’Abside, è riconoscibile un affresco che ritrae una Vergine con Bambino ed il volto di un Angelo: tale affresco viene fatto risalire all’Anno 1430 e da alcuni autori attribuito all’opera di Rogerino da Todi, che lavorò nella Chiesa di S. Niccolò a San Gemini. Ulteriori affreschi sono stati assai recentemente scoperti sul lato nordoccidentale (parete destra in prossimità dell’altare) del presbiterio.

Gli altri tre lati della corte sono delimitati dai corpi dell’Abbazia, modificati notevolmente nel corso dei secoli, ma recanti ancora chiare testimonianze dell’assetto originario, che ne hanno consentito – per quanto possibile – il ripristino.

La corte è lastricata da un acciottolato antichissimo, con le caratteristiche dell’acciottolato romano, e incorniciata dalle arcate dei corpi dell’Abbazia e da due scale sormontate da un piccolo portico, che conducono al primo piano; un piccolo “pulpito”, incastonato nel parapetto della scala di destra, impreziosisce la cornice della corte.

Ad integrare l’importanza archeologica del Complesso di S.Illuminata, sorgono in sua stretta vicinanza, nella proprietà aziendale, le vestigia di antiche terme di epoca romana: Terme o Bagno di Papiniano.

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